MARZO
Non l'alcol che mi bevo, anche se è troppo veramente, ma tutto quello che sto assorbendo di questo viaggio, e continuo a chiamarlo viaggio perchè non ci si ferma mai.E' una metro nuova di pacca che va da Dafni a Kifissia, prende la linea verde fino al Pireo e ritorna indietro per Monastiraki, si ferma al tramonto a contare le ore con una torre di venti, si affaccia per vedere, toccare conoscere. Quanto mi piace respirare e guardare tutto! Chi ha guardato alcune di queste cose con me ha sentito i miei battiti, anche se sono sicura che col suo tram tram quotidiano li dimenticherà in una settimana. Ahhhhh..che male al cuore, cuore che non mi basta, a lasciare a tornare a trattenere 1 nell'acqua gelida di Kalamaki.Ma c'era tanto sole e gli aquiloni erano centinaia per il katherizeftera. Forse mi hai dato uno strattone per riportarmi giù dal cielo, ma forse non hai tirato abbastanza, la musica era sempre greca, non ti stupire, sarà così fino a notte fonda, il nostro frappè l'abbiamo mescolato e consumato, la sabbia l'abbiamo ancora addosso, come il sapore della nostra giovinezza che un giorno ripenseremo dolce. Ma adesso è più amara del caffè turco, con un fondo melmoso e scuro. Quando sei volato via, il cielo era rosa rosa rosa...forse hai letto la lettera che ti avevo lasciato, forse ne hai scritta una, ma io sapevo che sarebbe stato un vero addio. Alla nostra vita insieme e forse alla nostra giovinezza. Se tornerò a casa lascerò tutto qui come la scia di una nave. Pensare che a Imola nevicava davvero, alcuni hanno detto, perchè ti sei mosso.Il limone che hai colto dall'albero vicino casa aveva un profumo così forte...e svanirà così in fretta anche quello.


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