
Di facce ne ho viste tante qui in Grecia, ma alcune si fissano nella mia testa come acido sul negativo, le rincontro per la strada, periodicamente, con i loro segni del tempo e le loro follie. Girovaghiamo entrambi con la zavorra di una mongolfiera, volando bassi e a volte levitando con una ripresa a schioppo. Ma che dico? Uno di loro vive in mare e si fa il caffè con la moka, ma al posto dell'acqua mette il rakì. E il signore dai mustaki torna a casa sereno e soddisfatto dopo la morte che ha sul banco, macellata al mattatoio. E ogni giorno c'è la stessa melodia per chi suona quel carretto da Mitropolios a Sintagma.


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