
16 Marzo 2001
72 km fuori da Atene per gita al giuramento di Zimos, amico di Miltos, MIkalis. Con la onda civic di M. Noi 3 donne E. E. ed io dietro, e M-M davanti da uomini del Peloponneso. Abbiamo cantato Guccini all'andata, troppo stonate, poi canti popolari greci che sapevano tanto da patria mia..e in tema col Fantaros Zimos, siamo arrivati in ritardo e non abbiamo visto niente del giuramento..E' che quando siamo andati a prendere MIkalis a Petralona erano finite le sigarette, per spiegarci un quadro bellissimo, dove Eva era diventata una nera e Atene dietro era surreale come un quadro di Dalì.
L'attika l'avevamo perduta dal finestrino, dove altre immagini scorrevano, io con Guccini stavo pensando a Bologna, alla libreria Labirinthos dove avevo lasciato in ordine non so quanti libri dell'edizione Il Verri che avevo trovato per caso ma non avevo i soldi quel giorno per pagarli ed ora dovevano essere andati. Poi ripensavo alle pagine melodrammatiche del teatro di Imola, Otello e della via Emilia e il west. Eva era sempre più allegra e spensierata, Ma Elena invece un lato scuro lo teneva per se.Mammamia com'era serio sto Zimos, tutto tirato con la su divisa, che non era certo un gran figo lui, ma con sto abito..po po..(loro dicono cos')Ormai il modus grecus me lo rigiro tra le dita..Comunque, Zimos impettito e di poca confidenza a noi nuove filenades degli amici migliori.E neanche a tavola con arnaki sto fourno è scappato un sorriso al fantaros tenebroso.Mikalis era davanti a me ma quando parla lui in greco non si capisce un putsia (c....o)E per questo noi italiani non dobbiamo dire mai "che puzza" perchè la pronuncia è la stessa.
C'erano già le teste di agnelli appese per la Pasqua, come totem all'aria pungente di quella collina, di quel giorno lì, che aveva giurato alla bandiera greca fede e amore.
In un certo senso anch'io lo avevo fatto, anche Elena, anche Eva.


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