
28 feb 01
Il ritorno da Santorini ha aperto nuove finestre, tanta luce, tanta tantissima,che mi illumina in ogni mio gesto e si protrae in ogni parte del mio corpo. A Eva piace andare a correre ogni mattina al Likavetto e io che non sono proprio di mano e "non ho le scarpe adatte"....( ) ci vado la sera a prendere l'aperitivo con l'altra lavativa e passionaria come me, Charlotte.Siamo stati al Prassini tenda.Ma quanto è tutto nelle nostre mani da quassù? Ancora meglio perchè non sei sull'Acropoli, ma vedi l'Acropoli.Un pò come quel tipo che odiava la torre Eiffel ma stava tutto il giorno sotto il bar della t. E...Un pò come al contrario! Me l'ha raccontato Charlotte e mi è piaciuta molto la storia. Abbiamo parlato anche della telefonata di qualcuno che vuole venire ad Atene e scrollarsi la nebbia e certi passati prossimi incombenti...Ma io mi sento un gabbiano intossicato dal Pireo, dallo smog e dalla foga di cacciare per saziarsi.Ma sempre un gabbiano,bianco e dalla voce stridula, veleggiante sulla luce e sul mare.Sulla luce, e si posa anche su queste case da cui non riesce mai a togliere gli occhi. Sta volando, mentre da una finestra si vedono 2 anziani ballare un liscio..Dal mio lab provo a ricordare tutte le idee viste passare, tutta l'intensità di cui è fatta una giornata che sembrava il mondo in una palla di plastica, e se la giravo scendeva la neve.


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