lunedì

KRISTOS ANESTI-CRISTO è RISORTO


Ma come faccio a descrivere la Pasqua greca?Bisogna essere qui e sentirla, a toccare le icone con un bacio, avere il coraggio di mangiare la MAGEIRITZA, interiora d'agnello slavati per giorni e giorni, su una zuppa verde con la spezia più strana del mondo.Io ho inghiottito tutti questi sapori, con i miei genitori, così felici di me, con occhi spalancati hanno guardato tutte le cose che amo e che gli ho mostrato. Abbiamo preso la luce del Santo sepolcro, così la Pasqua greca, che trasporta una luce con una candela e la tramanda da candela a candela, da uomo a uomo per sfumare alla fine, in ogni porta di casa, una croce nera con il suo fuoco. E' una processione lunga e affollata, parlata, cantata festosamente che percorre la notte illuminata, dalla chiesa ortodossa ricolma di ori e di icone. Ma ciò che ti apre il cuore e te lo sconvolge per sempre è lo scambio della luce e delle parole: KRISTOS ANESTI-ALITHOS ANESTIS..Cristo è risorto- è la verità! Ed è l'unica verità che conosco, l'unica realtà che c'è è quella che vedo. Anche se per Albertino è" Risotto ai canestri" per Imola la Pasqua è il rombo della formula 1, rumore tedioso che ricordo dalla finestra di camera mia, che urla anche oggi, nonostante Pasqua anche cattolica, ed è un caso più unico che raro che quest'anno si festeggi lo stesso giorno! Proprio quest'anno della mia resurrezione ad Atene!Ma ci vuole un tempo di crisi, di passione e di dolore per rinascere e vedere tutta la vita come un miracolo. Qui stretto alla mia tavola c'è Andrea, venuto a trovarci dal suo passaggio a Santa Caterina del Sinai, dove ha passato un mese intero tra manoscritti, deserto, beduini, reliquie di Santa strofinati in un anello che mi ha regalato.Il giorno seguente a pranzo,sulle 3 di pomeriggio, la tavola è piena di ogni ben di Dio, non c'è spazio per le posate e i bicchieri:la zuppa di Gargamella che fuma, un intero agnello che per 8 ore ha rigirato alla brace, la tiropitachia (pasta filo con formaggio di capra)il kokoretszi(testicoli di agnello)la parte più agognata da Memos, tzatziki, va bene, i fritti di ogni tipo della nonna Marika,che mangia solo la testa e l'occhio dell'agnello perchè dice che fa tanto bene...Tripudio di dolci di ogni genere, lukumia (saponette alla verochina con zucchero a velo) kadaifi (miele con capelli)e il mitico Kalvà con le mandorle..E come dimenticare le uova colorate di rosso (tradizione che viene da un miracolo di Cristo a Maddalena)con cui si fa una specie di flik e flok e vince chi rompe il guscio dell'altro.Ho mangiato tutta questa festa con le mie mani ferite, da tutte le passioni inchiodate nel mio corpo, nei quadri non ancora inchiodati a un muro, fatti con le mani nude e senza setole di pennelli morbidi,sono ferita, ma guarita,ho fatto pace anche coi miei genitori,dopo tante pietre scagliate.Memos e Valentini ci hanno accolto in famiglia come figli e veri amici, non dimenticherò mai il significato di questa Pasqua, l'odore dell'incenso, dell'arrosto, delle mandorle pestate,delle candele bruciate,dell'anice nel mio bicchiere.
Dove ogni balcone e giardino ha un girarrosto con un agnello, i fuochi d'artificio sul mare, i petardi per le strade come a Napoli,la città deserta e fantasma nelle strade, affollata al Pireo per prendere l'ultima nave e festeggiare nella propria isola.C'è qualcosaltro ancora da poter trattenere e inghiottire? forse solo questo corpo fatto di carne che vivrà per sempre!

domenica

ΓH (Terra)



Quartiere Viktoria, dove abitano the real greeks. Dove abita il pittore, il cane randagio, e ci sono io randagia. Sporco, puzzolente, VROMIKO VROMIKO. La macchinetta delle fototessere è in bianco e nero, c'è la scuola di danza, ci sono le case coi bordelli con il lampione acceso se sono occupati. Ci sono anche i polacchi, le fontane spente, il traffico della sera, rosse e bianche le luci le scie.I taxi suonano, tariffe li chiamano, poi c'è un posticino dove mi hanno portato di cui mi sono innamorata; GH, terra, letto GHI, con la stufa a legna, le pareti da cui si stacca l'intonaco come un velo di carta velina, arancione rosa biancastra, di tanti tempi ed atmosfere.Non certo il localino alla moda che mi propinano gli imolesi, fighetti con i loro bar lounge e il minimal style..Qui si ritorna alla terra, all'odore delle cose, come lo stufato di Ghuruni dall'odore identico a quello di mia nonna, ma con la cannella e l'aneto in più. In quel momento mi ha scritto un messaggio Obles, nella pausa del sipario di primo tempo, e mi ha scritto che aveva ricevuto l'ouzo e i pistacchi che gli ho mandato tramite Gabri, quel giorno al mercato di odos Athinas, quel giorno felice.L'ultimo giorno prima di Pentecoste, e non c'era più la carne sui banchi, ma solo pesce, dall'odore di pesce.Così pensavo alla seconda campanella che forse stava per suonare e anche io dovevo tornare prima o poi, dietro le quinte dove non si vede il sole, tra un aperitivo, una tenda rossa, un camerino stantio e tutto quel mondo di attori e palcoscenico che vedevo ogni sera per sette sere a Imola. Non avevo maschere questa sera, era una grande magia alla De Filippo, anche se restavano con me, Obles, Fernando, Paolo e il sipario di Imola, il mio lavoro lì che era come un'attrice a prendere gli applausi, dietro le quinte della mia vita, diventare un'altra persona ogni sera, raccogliere i fiori recisi dal palco in discesa, tirare le corde della pausa, correre al guardaroba col il caos e il profumo delle signore bene ingioiellate, degli amanti e delle tresche nei camerini, nei corridoi bui, nel loggione, mio posto prediletto, dove si sente meglio tutto. Piccionaia della mia anima, li o qui dove mangio terra di un caffè, animali e carne con un anima.Ma come mi sento lontana dalla mia terra, come un fiore rinato sul cemento, estirpato da un giardino pubblico, seme che deve ancora nascere.E chi mi ha fatto nascere verrà a trovarmi per Pasqua, i miei parents dal loro viaggio di nozze qui e dove forse han concepito mio fratello, ritornano qui in Grecia dove la loro bimba è rinata come un'altra donna.Sono per questo nervosa come alla prima di uno spettacolo, perchè dovrò dimostrargli come sono cresciuta, che non sto solo girando a vuoto ma che sto studiando per diventare grande! Suona la terza campanella,bisogna affrettarsi, lo spettacolo ricomincia, spegnere la sigaretta, aprire le porte.Con questo sapore di spezie e di porte d'oriente me ne torno a casa, dalla macchina, con Miltos,le immagini sono sfocate, sfumate, e passano troppo in fretta per ricordarne i particolari, ricominciano solo le scie rosse e bianche.Le lettere grandi immense di cartelli pubblicitari, la forza dell'amore dall' Alfa all' Omega. Atene, ti consacro mia terra, mio amore.

sabato

UNA FACCIA UNA RAZZA


A Kolonaki a casa delle Brere per pizza handmade italiana, ma con palato greco a giudizio insindacabile di Mikalis e Miltos, + francesismi spiccatissimi per le nuove inquiline venute dalla champagne parigina, tra cui Marion...Finalmente una pizza come si deve, e ovviamente non è piaciuta ai greci, che avevano portato il Xalvà, POLI KAKOS MA DEN TON LEME! mentre Eva si era così prodigata con la pizza da forno elettrikos..poli poli wrea..Ed oltre a quello, sciccosissimo drink con l'amaretto di Saronno, 'cause she comes from there...troppo glikia la kopella...Quasi festa d'addio perchè partirà tra 2 settimane e io le ho anche lasciato un pacco da consegnare al prof di Brera, il mitico A. Cioffi, da Bologna a Brera con mio compianto cuore...E speriamo che accetti le mie finte icone del Benaki come dono di pace, dopo le mie mille lettere d'amore...ops...mai corrisposte...Però Antonino, quando ti ho incontrato alla stazione di Milano, per caso, dopo l'incontro ancora per caso alla stazione di Bologna in partenza per Klagenfurt..GAMOTO RE Antonakis, non vedi che il destino ci fa incontrare sempre e anche la Eva ha seguito il tuo corso e poi è venuta ad Atene ed ha conosciuto me!!! Tipota den einai per caso!!!!
A parte tragedia greca come sempre, l'italianità vince sempre su tutta la mia misera esistenza...Una faccia una razza? Boh, adesso leggo sta cosa bellissima:
Il tuo cristo è un ebreo
La tua macchina è giapponese
La tua pizza è italiana
La tua democrazia greca
Il tuo caffè brasiliano
La tua vacanza turca
I tuoi numeri arabi
Il tuo alfabeto latino
Solo il tuo vicino è uno straniero…

mercoledì

GITA FUORI PORTA


16 Marzo 2001
72 km fuori da Atene per gita al giuramento di Zimos, amico di Miltos, MIkalis. Con la onda civic di M. Noi 3 donne E. E. ed io dietro, e M-M davanti da uomini del Peloponneso. Abbiamo cantato Guccini all'andata, troppo stonate, poi canti popolari greci che sapevano tanto da patria mia..e in tema col Fantaros Zimos, siamo arrivati in ritardo e non abbiamo visto niente del giuramento..E' che quando siamo andati a prendere MIkalis a Petralona erano finite le sigarette, per spiegarci un quadro bellissimo, dove Eva era diventata una nera e Atene dietro era surreale come un quadro di Dalì.
L'attika l'avevamo perduta dal finestrino, dove altre immagini scorrevano, io con Guccini stavo pensando a Bologna, alla libreria Labirinthos dove avevo lasciato in ordine non so quanti libri dell'edizione Il Verri che avevo trovato per caso ma non avevo i soldi quel giorno per pagarli ed ora dovevano essere andati. Poi ripensavo alle pagine melodrammatiche del teatro di Imola, Otello e della via Emilia e il west. Eva era sempre più allegra e spensierata, Ma Elena invece un lato scuro lo teneva per se.Mammamia com'era serio sto Zimos, tutto tirato con la su divisa, che non era certo un gran figo lui, ma con sto abito..po po..(loro dicono cos')Ormai il modus grecus me lo rigiro tra le dita..Comunque, Zimos impettito e di poca confidenza a noi nuove filenades degli amici migliori.E neanche a tavola con arnaki sto fourno è scappato un sorriso al fantaros tenebroso.Mikalis era davanti a me ma quando parla lui in greco non si capisce un putsia (c....o)E per questo noi italiani non dobbiamo dire mai "che puzza" perchè la pronuncia è la stessa.
C'erano già le teste di agnelli appese per la Pasqua, come totem all'aria pungente di quella collina, di quel giorno lì, che aveva giurato alla bandiera greca fede e amore.
In un certo senso anch'io lo avevo fatto, anche Elena, anche Eva.

martedì

COME UNA SPUGNA (del mare)



MARZO
Non l'alcol che mi bevo, anche se è troppo veramente, ma tutto quello che sto assorbendo di questo viaggio, e continuo a chiamarlo viaggio perchè non ci si ferma mai.E' una metro nuova di pacca che va da Dafni a Kifissia, prende la linea verde fino al Pireo e ritorna indietro per Monastiraki, si ferma al tramonto a contare le ore con una torre di venti, si affaccia per vedere, toccare conoscere. Quanto mi piace respirare e guardare tutto! Chi ha guardato alcune di queste cose con me ha sentito i miei battiti, anche se sono sicura che col suo tram tram quotidiano li dimenticherà in una settimana. Ahhhhh..che male al cuore, cuore che non mi basta, a lasciare a tornare a trattenere 1 nell'acqua gelida di Kalamaki.Ma c'era tanto sole e gli aquiloni erano centinaia per il katherizeftera. Forse mi hai dato uno strattone per riportarmi giù dal cielo, ma forse non hai tirato abbastanza, la musica era sempre greca, non ti stupire, sarà così fino a notte fonda, il nostro frappè l'abbiamo mescolato e consumato, la sabbia l'abbiamo ancora addosso, come il sapore della nostra giovinezza che un giorno ripenseremo dolce. Ma adesso è più amara del caffè turco, con un fondo melmoso e scuro. Quando sei volato via, il cielo era rosa rosa rosa...forse hai letto la lettera che ti avevo lasciato, forse ne hai scritta una, ma io sapevo che sarebbe stato un vero addio. Alla nostra vita insieme e forse alla nostra giovinezza. Se tornerò a casa lascerò tutto qui come la scia di una nave. Pensare che a Imola nevicava davvero, alcuni hanno detto, perchè ti sei mosso.Il limone che hai colto dall'albero vicino casa aveva un profumo così forte...e svanirà così in fretta anche quello.

lunedì

SUL LIKABETTO E DAL MIO LAB



28 feb 01
Il ritorno da Santorini ha aperto nuove finestre, tanta luce, tanta tantissima,che mi illumina in ogni mio gesto e si protrae in ogni parte del mio corpo. A Eva piace andare a correre ogni mattina al Likavetto e io che non sono proprio di mano e "non ho le scarpe adatte"....( ) ci vado la sera a prendere l'aperitivo con l'altra lavativa e passionaria come me, Charlotte.Siamo stati al Prassini tenda.Ma quanto è tutto nelle nostre mani da quassù? Ancora meglio perchè non sei sull'Acropoli, ma vedi l'Acropoli.Un pò come quel tipo che odiava la torre Eiffel ma stava tutto il giorno sotto il bar della t. E...Un pò come al contrario! Me l'ha raccontato Charlotte e mi è piaciuta molto la storia. Abbiamo parlato anche della telefonata di qualcuno che vuole venire ad Atene e scrollarsi la nebbia e certi passati prossimi incombenti...Ma io mi sento un gabbiano intossicato dal Pireo, dallo smog e dalla foga di cacciare per saziarsi.Ma sempre un gabbiano,bianco e dalla voce stridula, veleggiante sulla luce e sul mare.Sulla luce, e si posa anche su queste case da cui non riesce mai a togliere gli occhi. Sta volando, mentre da una finestra si vedono 2 anziani ballare un liscio..Dal mio lab provo a ricordare tutte le idee viste passare, tutta l'intensità di cui è fatta una giornata che sembrava il mondo in una palla di plastica, e se la giravo scendeva la neve.

FACCE




Di facce ne ho viste tante qui in Grecia, ma alcune si fissano nella mia testa come acido sul negativo, le rincontro per la strada, periodicamente, con i loro segni del tempo e le loro follie. Girovaghiamo entrambi con la zavorra di una mongolfiera, volando bassi e a volte levitando con una ripresa a schioppo. Ma che dico? Uno di loro vive in mare e si fa il caffè con la moka, ma al posto dell'acqua mette il rakì. E il signore dai mustaki torna a casa sereno e soddisfatto dopo la morte che ha sul banco, macellata al mattatoio. E ogni giorno c'è la stessa melodia per chi suona quel carretto da Mitropolios a Sintagma.

domenica

IL BLU DELL'EGEO e LOST IN THE CICLADY




24 Feb 01
Eva aveva deciso per Lesvos, l'annex più lungo con il traghetto, e io che temo sempre i mezzi di trasporto e non vado pazza all'idea del mare in burrasca ho scelto Syros, 4 ore con la veloce ellasferris, in realtà sono 6 ore che stiamo sbadigliando da mal di mare e stiamo vedendo solo la tv a spezzettoni e niente orizzonte di terra a parte quello delle telenovelas greche.Ho provato ad uscire piu' volte sul pontile ma le onde nel blu profondo mi dirimpettano la vista. Meglio guardare la tv e una parvenza di terraferma.Ma quando vedo Mikonos passare e chiedo al "marinaio" perchè non si ferma a Syros, lui mi guarda strano e mi dice che la nave sta andando a Santorini a Thira, e io al Pireo devo aver sbagliato la pronuncia e aver preso il tiket sbagliato..Va bene, meglio così, se riusciamo ad arrivare.
Il mare cosi aperto non lo avevo mai visto, e mi sento avvolta da un onda impetuosa e da un moto circolare, come un vulcano sotto il mare, forse quello di Santorini, che ancora erutta la sua irrequietezza.La voglia di arrivare, e solo il viaggio ti può dare una sensazione simile, avevo detto alle kopelle che le avrei ragiunte a Mikonos dopo la loro discesa dalle Sporadi, ma ora il ciclo si riapre sulla caldera nera di Santo. Il fumo nero del traghetto odora di Pireo, e non l'ha ancora lasciato se chiudo gli occhi, il tempo non è mai passato, sono ancora li a posticipare la mia partenza.Forse, ma se apro gli occhi la luce mi acceca, tra blu e bianco,amore e inquietudine.Preparato 6 rullini, mangiato pita giros e koriatiki.Bevuto Mithos e karelias...non le ho contate..ma 10 ore sono state la mia mezza vita.
Vedo il porto come un sogno,e i riflessi di non so cosa riflettere.

STO LEOFORIO



4 FEB 01
Dall'autobus che mi porta a casa a Braxami, come lo chiamano affettuosamente i brakamiani tifosi del Panathinaikos, vedo e rivedo scorrere milioni di fatti e di pensieri che mi scivolono addosso. Come la scultura fragile davanti all' Hilton, la discoteca anni 80 Ippopotamos, la musica rebetika e i komboloi nelle mani dei vecchi. Destinati a passare di qui. Se penso che questa fu la strada che percorse Panagoulis mi vengono i brividi, e risento la sua foga e la sua paura.
Ormai il sole è così caldo, scalda il vetro del leuforio dove mi rispecchio, stasera mi sa ancora da Exarchia e Mithos (birra), e lasciando passare più di un mito ormai caduto. Rimane solo la luce di una finestra accesa di milioni di case e di fatti che vedo passare, quanto vorrei fermarmi un attimo.

NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE


2 Febbraio 2001
Mi è sempre piaciuta la frase in latino, che non centra niente col greco di questi tempi:Quod me nutrit me destruit, non mi ricordo dove l'avevo trovata ma è diventata un tatuaggio per le mie sinapsi. Giorni che passano come fumo dissolto nel vento, in 02!!!! e il fondo di un caffè nero nero nero..Vorrei sapere esattamente cosa farò tra 10 anni e se sarò qui, speriamo, a fumarmi una karelias quando tramonta il sole davanti al treno a Thission.Se riuscirò a fare un installazione come quella degli ombrelli nella metro o se potrò scrivere LIFE su un murales vicino a Psirri. Quello che respiro mi piace ma mi distrugge, da chè tutto qui per me è di una bellezza insopportabile, perchè so che dovrò ritornare alla triste Imola, ai portici punkabbestia di Bologna alla sua luce cupa dove qualcuno si nutre della mia carne.
Ecco il fantasma del ritorno e del non ritorno,anche se più si fuma e più si consuma.
Ieri sera al Filopappo con l'aria dolce di queste sere, febbraio di indian summer come mi ha detto Kristos,e intanto Magda aspetta un bambino e ha smesso di fumare.Per i miei palpiti non bastano 10 caffèfrappè che ho imparato a sorseggiare da vera greca,in 2 ore o poco più.Tanto per fare Kouventas..Ma l'altro giorno a Bouliagmenis col frappè delle sette mi sono rigirata fino alle 4 di mattina fino a farci una spaghettata al miele, unica risorsa nella kousina italofrancese. Erano buonissimi, e soprattutto così buoni dopo un erotas fatto con tutta la dolcezza di questo mondo,e io che sono così svagata di questi tempi,me lo devo proprio ricordare.Questa ricetta d'amore.

E' arrivata CHARLOTTE



26 Gennaio 01
Direttamente da Parigi con origini finlandesi e pittura naif è arrivata Charlotte, la mia nuova roommate,qui in Proteos 1 e non è un caso che le persone si incontrino e dividano un cammino, non è mai un caso! Anche se siamo diversissime e abbiamo 2 backgrounds agli antipodi questa linea di erasmus ci ha unito in una scia di mare e schiuma che si rifà ad ogni respiro.
Kalimera Charlotte con i tuoi caffè filtro e il tuo miele, i need moka coffè sketo..please please!! E togliti dalla testa quell'albanese che hai lasciato a Parigi, come io mi tolgo da dosso tutte le mie rovine, e questa Itaca la troveremo filenada, dovessimo sfidare gli dei!
Ieri notte festa erasmus al Lavabore,conosciuto Miltos,amico di Mikalis,e il destino che io conosca ingegneri geometri e giuristi e mai buon vecchi artisti maledetti! Comunque very very nice people.
E il localino vicino a Syntagma dell'Aperitivo ne vogliamo parlare?nuovo caffè per blaterare a raffica, e se mi fanno compagnia con ouzo e vari farò fatica a tornare a Proteos,nel mio Agios Dimitrios vicino al mare.Charlotte ha fatto un quadro con la foto del Pireo che avevo scattato, che pathos... in tantissime vicende..per me oramai...

LA MEMORIA STORICA


16 Gennaio 2001
Ripensando alla mia mamma che è stata qui 30 anni fa in viaggio di nozze...ho una sensazione di voluttà e di levità tremenda. Oggi che guardo le stesse pietre e respiro la stessa aria-aurea storica dell'Acropoli, dove mi sembra di sentire tutta la filosofia greca nella sua immensità..
Un sacco di novità questo mese, Sinead è partita per Tinos dove passerà un mese intero mangiando solo pesce mi ha detto, perchè è vegetariana e vuole pescare al porticciolo ogni giorno, peccato però che vada via, questa compagna di viaggio tanto speciale, con cui più di una notte sono stata a fare il bagno nell'acqua gelida con gli aerei che ci passavano sopra la testa, e con il vino amico ad aspettarci. Se lo sapesse la mia mamma! Già troppo preoccupata che io me ne staia in giro per Atene, come una vagabonda..
Il Natale è passato per la prima volta lontano da Imola, senza la famiglia ma in famiglia greca da Memos e Valentini, ogni tipo di incomprensione è però volata tra Imola e qui, nonostante la bontà delle festività, ho litigato anche con Francesco, che mi ha detto di non avermi capito nelle mie scelte..E intanto Keren trova nelle mie pieghe quello che ho lasciato. Difficile essere amici, amanti, parenti in questa lontananza.

giovedì

PERPATAO


29 Gennaio duemilae1
Cammino cammino, cammino...scatto foto in bianco e nero con la leica che mi ha regalato Andrea, questi scatti mentono ai miei negativi, alla luce impressa nel mio cuore, scatto scatto scatto, e perpatao su una strada piena di luce..Là dietro a quella palma c'è il mio kafenion, e jorgakis continua a sorridermi e a cercare di vendere rose. Vedo l'Eretteo diventare rosa e pallido, rosso e perpetuo dai mille rubini di sogni perduti. Come manchi oggi. Come vorrei fissarti in questa luce.
Le farfalle oggi entravano anche in metropolitana, o erano fiori?Tra Athinas e la carne da macello ho scritto un'altra lettera che forse non arriverà.
Eva ha fatto un obelisco con la spazzatura di Kolonaki, ormai lei e Mikalis fanno coppia fissa, sono bellissimi e M. si sta facendo crescere la barba come un vecchio filosofo.

KROMATA


Gennaio duemilaeuno
Tanto lavoro in questi 2 mesi,vicino a casa ho trovato un falegname un pò malaka che mi da tavole di legno enormi per dipingere, poco più in là to magazì di vernici, solo acrilico, ma i like it...scivola scivola scivola, il blu si è fatto intenso, il rosso è come una ferita aperta, il giallo come un pazzo e un grigio azzurro il mio cielo per te.

MONASTIRAKI


My favorite agorà, not like porta portese, not like portobello's road, not like nothing..'cause only here you can see Acropolis! i F***ing love it. E prima o poi mi comprerò una casa qui, anzi più verso Thission, e comprerò ogni cimelio che mi va! Den me afini pià Monastiraki mou...

KAP SOUNIO




21 Dicembre duemila
Oggi ho visto in assoluto il tramonto più bello della mia vita, in dieci minuti il cielo è diventato fuxia poi rosa viola poi rosso poi cerulio poi non so perchè l'ouzo che aveva fatto opaco tutto il bicchiere da marca MINI, ha sfocato tutto il mio orizzonte e si è tuffato in mare.Oggi ho veramente capito gli scritti di Byron e dalla casa dove vedeva tutto questo, ho capito che sono 20 giorni che sono lontana da casa, ma più precisamente che non sono più io quella persona e ho capito anche Egeo che si è buttato qui di fronte.La taverna con il camino a scaldare quei pochi metri quadri,Helen che pensa che in Inghilterra sono le 15.30, il resto dei tavoli fuori a dicembre, i greci che mangiano alle 4 di pomeriggio e si stupiscono pure loro di che magia è fatto questo posto.Andrea conosceva la proprietaria,c'era già stato 6 anni fa, ora lei fa la chemio,ma tutti i giorni vede Dioniso e Poseidone brindare a un'altro giorno che finisce,sente le mie filosofie..ne son sicura,perchè mi guarda come se conoscesse tutte le mie inquietudini e mi invidiasse quello che io non capisco.Ho capito mamma, quello che intendevi, ma sono così STRONZA che sono riuscita anche a ripensare a Imola e a chi ci abita.Anche oggi.
Mammamia che roba oggi.

OLO EINAI EDO (è TUTTO QUI)



15 Dic 00
Tutto quello che vedo di più bello è qui, questo mondo che mi sono costruita coi miei occhi e col mio sangue! No non torno indietro nella nebbia, resto qui, cammino qui, impazzisco o rimescolo tutto qui. Il mio mondo qui non cambierà e non ritornerà quello di prima, ora è già lontanissimo, sfocato, e non mi appartiene più.

Akadimia kalon Teknon



8 Dic 00
L'Accademia è fantastica, colori colla cibo e macchine gratis! Ho già conosciuto 2 italiane di Brera, Eva e Elena, troppo carine, una scultrice e l'altra decoratrice, Sinead è in classe con Eva e c'è anche un'altro scultore greco troppo simpatico, Mikalis, che ha 28 anni ma non ha smesso ancora di fare l'Accademia, ma è bravissimo, PO PO, COME DICONO QUI QUANDO QUALCOSA è very cool...Stasera prima festa erasmus in centro vicino Omonia..Vediamo come butta, per adesso sto a 3 mila per tutte le novità, e con Sinead cerchiamo di imparare un sacco di parole nuove, del resto ERASMESE, una lingua a parte..Però se gli spagnoli la smettessero di parlarmi in italiano sarebbe meglio.A Imola intanto..nessun segno di bandiera bianca.mamma scrive torna, babbo scrive torna, Andrea tornerà a trovarmi per Natale, e G. non scrive proprio.

Athens, luce dei miei occhi



7 Dic 00
Beh, per me non era la prima volta ad Atene, io l'ho scelta. E come scelta sul foglio dell' erasmus avevo scritto Atene, Atene, Atene, perchè volevo risentirmi la persona libera e felice che mi sono sentita qui la prima volta, in visita all'amico Memos. Volevo rivedere tutti i giorni il cielo fantastico e aperto su tutte le cose, la luce che dà questo cielo appassionato.Dove in ogni stada si vede l'Acropoli, o il mare o queste milione di finestre e di balconi che mi fanno vedere oltre ed oltre.

SPITI





5 Dic 00 Mourganas kai Proteos n 1
Casa mia è vicino al mare, o meglio vicino secondo la mia roomate irlandese Sinead Walsh, ci siamo intese subito alla perfezione, benvenuto con un bicchiere di RETZINA, di quella del container della taverna qui vicino, poche drakmes per due litri, e anche se mi ha detto di averlo comprato 2 ore fa, mi sa che entro stasera andremo a ricomprarcene ancora.Anche se fa schifo..si in realtà è una vera cioffeca, ma qui, sa di bevibile, bevibilissimo. Yamas!

NAVIGANDO VERSO LA GRECIA(dal mio diario)




2 Dicembre 2000
Sono partita ieri mattina da Imola lasciandomi dietro una marea di irrisolti e frasi sospese in aria come una nuvoletta di carta, per ritrovarmi qui con un ,OUZO ME PAGO,il vento della sera e il suono della nave che parte come Candy Candy quando va in America.
La SUPERFAST fa scorrere super veloci tutti i pensieri che non vogliono staccarsi dalle mie mani, come i Komboloy dei camionisti e di ogni greco che li fa girellare attorno alle dita, come preghiere, come passatempo, come cultura che si basa su un continuo girovagare di idee e di bellezza. Io sono libera solo da questi KOMBOLOY a cui non so giocare. Una fila di palline con cui sicuramente sta giocando anche la persona a cui l'ho regalato. Con una karelia light penso solo a quella che verrà dopo, se in bocca sento ancora il suo sapore, dolce e acre, come questa malinconia.